giovedì 27 ottobre 2011

"La quarta necessità" di Massimo Giacon e Daniele Luttazzi

E' arrivato inaspettatamente e senza clamori il nuovo lavoro di Daniele Luttazzi. Molti di voi se lo ricorderanno per satirycon o barracuda o tabloid e molto altro.

Un'artista dalla satira forte e graffiante, capace di addentrarsi con irriverenza nello sporco della politica, stravolgendo e illuminando i molti dubbi di un popolo quasi sempre fuorviato da notizie false.

Lo ricordiamo, è vero, partendo dallo scandalo che lo vide coinvolto nella copiatura, a detta di molte malelingue, di molti testi satirici americani. Lui, Luttazzi, dice invece di citarli e a crederlo, non perderei tempo senza pensarci due volte come invece accade appena ci si avvicina al televisore ancora spento.

La storia lo insegna, anzi, lo ripete e dopotutto i grandi artisti lo dicono. Copiare o citare fa parte di un esercizio migliorativo al fine di sorprendere e caratterizzare le problematiche in una luce comica e dirompente, attraverso gli artisti della satira con il loro personale talento e di prove ne abbiamo avute molte dal grande Luttazzi.

E tra il ridere o l'essere analitico di cosa e come dovrebbe far ridere, bè quest'ultima scelta la lascio a chi sappiamo.

Ma Hicks e Carlin, sarebbero sicuramente i primi a infischiarsene di quello che è avvenuto, poiché essi stessi furono censurati, odiati e denunciati da quelli che adesso li reclamano propri, dopo morti.

Ma non è il caso di Daniele, anche perchè la sua notorietà è arrivata come un treno negli ultimi 6-7 anni e a parer mio, anche se ha dato il meglio per moltissimi anni, deve ancora sorgere in tutto il suo splendore ma senza tunica e pietre rotonde che rotolano.

Questo nuovo progetto grafico e intellettuale sarà una boccata d'aria fresca su tutto il sudiciume che stiamo attraversando. Si presenterà al pubblico il 26 ottobre e si compone di 128 pagine a colori con scene e dialoghi degni dello stile tagliente e geniale di Luttazzi& Giacon. Che dirvi se non compratelo?

Non sarò bravo a convincere e fallirei nel mondo del marketing ma sarò senz'altro meglio di quelli che vanno dalle amiche a dire che gli prude la figa o versare spaghetti nella pentola totalmente nuda. Voglio dire, lavati un pò di più maledetta laida e vestiti che ci son ospiti, diamine!

Banzai!

mercoledì 26 ottobre 2011

Super Light


Sono passati anni da quando un italiano ha dato prova di coraggio, tipo 150 anni fa ma ancora una volta la cultura moderna mi ha preceduto in modo abissale o meglio, grottesco quanto un coglione che si brucia per uno show. E’ l’esigenza delle cose importanti da paese a paese. 

Mohammed per la Tunisia, noi un mangia voiello per uno show. Invidiabile! E che show, una massa larvale di nevrotici con l’intelligenza di una batteria per frullati, disposti a tutto per la fama e a quanto pare, ha riscosso più successo dei bambini lasciati cuocere dentro le macchine di genitori sbadati. Ma se non vi basta offendere le maggiorate in tv dopo una dura giornata di dignitoso lavoro e dopo una scopata sulla vostra station wagon con una prostituta mentre vostra moglie vi aspetta a casa, ecco come sarebbe interessante un programma che alzerebbe lo share più di c’è posta per te. 

Prendete un gruppo composto da eunuchi e nevrotiche con crisi di pianto ogni quarto d’ora e ad ognuno di essi, si deve far credere che si potrà vincere la dodicesima edizione del gf, provandoci con almeno due ragazzi e ai ragazzi, di provarci con una soltanto di loro; questo è il primo step. 

Le ragazze si scontreranno per natura superiore dopo 5 minuti esser entrati in casa e si saranno presentati, quelle che cedono, avranno un buono di 2.99 euro per comprare pinzette strappa peli da 3.00 euro. Stessa cosa per i maschi i quali useranno delle mazze ferrate, seghe circolari e piedi di porco. I pezzi di carne che cadranno a terra, dovranno essere usati per concimare il giardinetto fuori la casa e il compito spetterà alle donne. Loro amano curare la casa. 

Nella seconda settimana, ci sarà il secondo step. Poiché le ragazze avranno poca inventiva e la cosa non è stata avvertita pericolosa al massimo del suspense quanto un insetto tra i capelli, si dirà loro di provarci con quello che meno gli piace, illudendo il malcapitato di 70kg di fibre muscolari, fragile quanto una caccola secca al sole che si suiciderà, donando il corpo alla scienza ma non quella per la ricerca di malattie, no, quelli che fanno i maiali fluorescenti o le pecore rosa. Giusto per compensare lo scherzo che la natura gli ha fatto nell'averlo portato alla vita. 

Ovviamente chi alla prima settimana si è innamorato per davvero, ucciderà la ragazza che lo ha illuso come un buon italiano può fare nel recuperare la dignità. Chi sarà rimasto in piedi, ecco il premio: ci sarà uno special night con il coglione bruciacchiato odoroso di barbecue in linea diretta che parteciperà al premio dell’idrocefalo rimasto nella casa. Il vincitore sarà legato su una ruota di legno e dei cavi seghettati di acciaio, saranno legati ai polsi e alle caviglie e davanti a se, dovrà scegliere tre buste chiuse con al suo interno un numero soltanto. 

Dovrà scegliere una busta soltanto e per omaggiarlo delle sue inesprimibili fatiche nell’aver ritentato il casting agognato, i numeri partiranno dal numero dell’ultima edizione fino a un massimo di venti. L’attesa e la tensione è alta e dato che siamo orgogliosi e fieri dei figli, soprattutto quando son animati dal successo, vicino al coglione bruciacchiato, ci metteremo anche i genitori del fortunato. 

Sceglierà la cartella B, numero 20. Il numero di volte con la quale verrà colpito da grossi chiodi ferroviari arrugginiti i quali inizieranno a colpirlo nelle parti meno dolorose: gli occhi e via via a scendere. 

Morto martire per un pubblico sudicio e perverso di curiosità per tutto ciò che muore con sottofondo malinconico come un buon tg mediaset sa fare, il coglione bruciacchiato omaggerà la morte del vincitore strappandosi, senza il suo effettivo consenso, il tatuaggio che si è fatto per il grande fratello con una forbice da giardinaggio e lo si metterà al petto del vincitore come una coccarda. Un lungo ralenti ossequioso di botoli di plastica e masse muscolari ambrati da raggi UV 70°C stretti nell’inquadratura nel tg d’apertura delle 19:00, seguirà il feretro dove la madre del vincitore, mostrerà orgogliosa le foto del suo adorato eunuco con i poster di rambo e Garko agli italiani che sempre più, forti di una morale sana, sanno per tutti cosa è vivere l’amore per qualcuno e qualcosa.

E non storcete il naso che morto piu' morto meno, avranno sempre più successo di chi muore nelle caserme di polizia o carabinieri. Che poi a pensarci, possono anche loro avere uno spazio nei ralenti con musica da sottofondo nei tg della mediaset, solo che non so se sono cosi interessanti per loro e fino a che punto l'alta morale italiana possa accettarli con il solito coro riflessivo di "vergogna" che sanno bene usare nelle ore di luce. D'altronde son tumefatti e con le bruciature di sigaretta in faccia, già, e non avrebbero partecipato che a uno spettacolo macabro, bestiale e ignobile di un'Italia depravata da tempo e forse, non avrebbero il rispetto che meritano tra i grandi dello showbiz a pensarci.

E ora andrò a defecare in bagno, portandomi la webcam e non mi fermerete. Banzai!

martedì 25 ottobre 2011

Così in terra, cosi in Italia



La crisi in Italia ha molti tasselli che si compensano tra loro e ai giovani questo non piace. Gli unici concorsi dove i ragazzi si buttano come la cavalcata delle valchirie sono quelli statali e la maggior parte, specie nel sud d’Italia sono per la polizia di stato, carabinieri, esercito, guardia di finanza e simili. L’Italia dal volto militaresco, un volto distinto dagli altri paesi a rimanere in una forma rigida e morente che non trova alternative ma si affranca a quello che lo stato vuole dare per i propri interessi.

Ma la soluzione di un cambiamento viene dai giovani, da loro. Stando alle ultime notizie dei sondaggi, molti italiani hanno paura di invecchiare e se a questo fattore ci si mette l’angoscia di non trovare un lavoro sicuro e la ricerca del santo graal, ovvero la pensione, potremmo capire che lo schiavismo in Italia è esercitato da una cultura strettamente correlata ad un passato poco chiaro. E di quale cultura si parla? Quella tradizionale. Ecco un tassello importante.

La tradizione d’altronde cosa ci insegna? Avere un lavoro; una famiglia; dei figli che ti ascoltano; il rispetto dei genitori; l’onestà verso il prossimo; essere un buon cattolico; non osare mai nella vita se non quel tanto che basta per vivere.

Il risultato, stando a un sondaggio che si può fare benissimo uscendo dall’uscio di casa: un lavoro precario che rende gli italiani sempre più esasperati e nevrotici con sempre più famiglie in divorzio, dei figli alienati dai genitori che non condividono più e nemmeno si siedono a tavola per mangiare insieme, la mancanza di onestà verso il prossimo neppure più prossimo ma soltanto diffidenza e furbizia e di essere dei cattolici ma peggio di caino, rispettando i precetti di una chiesa corrosa dalla corruzione e dall’ignominia della pedofilia, morendo di crepacuore in un paese invecchiato dove molti giovani scappano all’estero e dove molti altri giovani di paesi diversi, corrono a riempire una penisola riconosciuta solo a livello topografico.

La domanda sorge spontanea in questa concatenazione usurata: a che servono questi giovani? Il problema più drammatico è che l’amore dai loro occhi muore presto; basta vederlo alle fermate degli autobus o passeggiando in centro o anche solo parlandoci e accorgersi che tutto è anacronistico e quello che i genitori urlano a loro di essere dei scansafatiche, si tratta invece di spronarli a portare avanti le paure di un mondo ampiamente andato avanti.

«Lo sviluppo e largo ai giovani,» è uno spot più illusorio di una falena che insegue il sole e basta ascoltare i giovani di una volta, quelli degli anni 60’, 70’, di quanto amaro abbiano in bocca. Un inizio concreto è che si potrà fare per i giovani a patto che ci si liberi di questa condizione misera che si fregia del titolo di politica, poiché le manifestazioni di oggi per nulla ascoltate, sono la chiara espressione democratica di un popolo nel quale si evidenzia un malessere urgente nei confronti di quelli avvinghiati sugli scranni e che non sono tollerati ma che tuttavia non mollano la sedia perché è un loro diritto, sancito dalla costituzione.

Ma la costituzione si basa su persone in carne ed ossa e non di principi per i principi stessi, sennò a chi li applichi questi principi? Alle zebre? Certo che la costituzione ti dice di portare avanti il tuo mandato ma ti dice anche che se non sei in grado di portarli avanti per motivi validi te ne devi andare, «qualora non esercitasse correttamente le sue funzioni,» sarà ripetuto in forma simile più o meno una quarantina di volte nella costituzione. E il controllo di queste non corrette funzioni deve essere esplicata a tutti gli effetti e inderogabilmente dal popolo, proprio come cita all’articolo 1.

Solo liberandoci di una condizione del genere ci sarà modo di rompere il patto decennale con le grandi aziende storiche d’Italia, le quali hanno ampiamente livellato la morfologia industriale italiana, tenendo in scacco altre realtà industriali in un potere oligarchico. Incentivare poi con milioni di euro, quelli che lo stato dava per aiutare le aziende storiche in crisi, soldi nostri, e che fortunatamente l’Europa ha detto stop a questo aiuto sfrontato e possiamo dire anche illegale.

Dopotutto non penso che qualcuno abbia interesse di aggiustare la caldaia del palazzo di fronte mentre quelli che ci abitano non toccano nemmeno un soldo dalle loro tasche ed è quello che è avvenuto. E per effetto di una reazione a catena, come d’incanto, vedremo la popolazione ringiovanire, i giovani non scappare più da questa terra martoriata e migliorare culturalmente riacquisendo il senso del rispetto che tanto manca per vivere. Banzai!


lunedì 24 ottobre 2011

That's Amò!


Amore, oh, adorabile reminescenza d’ottocento in un truogolo di teen-ager dal sentimento romantico quanto un mozzicone di sigaretta che rotea nello scarico di una discoteca. Noterete su fb quei post-it tipo, “non mi lascerai mai” o “solo tu hai il mio cuore, non te ne puoi andare” teneri stadi d’avanzamento psicotico che ammettono la dura realtà di questo sentimento incontenibile quanto la mascella di un recidivo da prozac.

Marketing ed erotismo dispotico, una generazione allo sbando si direbbe, in grado di cambiare partner come i personaggi di super mario kart con il saggio assenso di amici da gang bang, pronte a darvi manforte a questa claustrofobica idiozia. L’amore da centro commerciale è quello che più preferisco. Specie le coppie uscite da un dolce pranzo da McDonald dopo lunghe effusioni lancinanti alle palle di brevi carezze sulle braccia quanto la coda squamosa di uno storione morente sul bordo del lago.

Altrettanto irriverente le passeggiate da processione col volto di lui ridotto ad uno stadio terminale senza averne però la certezza e di lei, sveglia quanto un refresh del commodore 64! Non è assurdo quanto l’amore poco centri con tutto questo e che comunque deve farne parte? Se la morte non è stata raccontata dagli occhi di un vivente, posso dire che la morte è venuta da questa parte a farci un cordiale.

"Sposati e sarà tutto più facile", ti direbbe una madre, già, specie quando il compagno della tua ex ti attende sotto casa con una mazza da baseball perché ti sei scordato di dare gli alimenti. Vi dico una cosa, se la miglior alternativa a questo è la tolleranza reciproca per far andare avanti un rapporto, avrei forti dubbi circa la sua resistenza nell’arco di sei mesi se non si ha assunto anti-depressivi e cioccolato.

Ma una ragazza mi urlerebbe in faccia che sono uno stronzo ipocrita e ciò non farebbe altro che migliorare il mio alter ego mentre affianco a lei, il tipo annuisce come un gatto dallo spirito infranto, attendendo ciò che più brama per la sua dignità: la figa. Un Srl che non fallirà mai. Ma se le parti che ognuno impersona cadessero e si dimostrasse quello che si sente davvero, molti negozi in centro fallirebbero.

Ma fintanto che la società reclama la superiorità femminile e non so proprio in quale cultura si debba fingere la superiorità di un sesso su un altro, saremo intrappolati nei principi orwelliani dove un oggetto può avere più considerazione di un'idiota che balbetta davanti a una schizofrenica piagnucolante che esige di essere amata dopo però che gli hai regalato un paio di scarpe coi tacchi, sinonimo di sincerità, che tanto si ama reclamare quando non hanno più chance davanti a una bella brasiliana.

Mi chiamerai? Certo, comincia andare al superstore, ti raggiungo! Ah, vado in balcone, cominciano quei giorni in cui fingevo di fumare prima di entrare in classe alle elementari. Banzai!

domenica 23 ottobre 2011

il gioco delle sedie


La morte del dittatore libico Gheddafi, segue un procedimento complesso all’interno del potere internazionale mai stato disunito ma in un perfetto apparato dove democrazia e dittatura sono uniti in un solo organismo. Per i libici la sua morte è stata una vittoria, per molti altri un sollievo.

La libertà però, quando è in mano a chi non la conosce e la scruta con innocenza senza comprenderne i suoi aspetti più profondi, si permea di quei “difetti logici” che portano la fine della libertà appena acquisita non solo nel paese da poco liberatosi ma anche nei paesi che hanno come deterrente la costituzione, sinonimo di libertà e che da troppo tempo si concede il lusso di familiarizzare con i criminali, portando conseguenze violente nella logica del potere che è sempre pronta ad assimilare nuovi paesi con il dollaro americano.

In Europa e in tutto il mondo si era in punta di piedi per la sua cattura e industriali, multinazionali e governi, speravano in questa fuga da randagio, una rapidissima esecuzione. Questo perché?

Immaginate un gruppo poco vario dove ci sono molti ricchi che vengono da paesi civili e democratici cui però la propria morale non può permettersi certe attività nel paese dove egli vive e che tra questi amici, ci sia uno dispotico, disposto dietro compenso, a concedere nel suo paese ridotto allo stremo e con un popolo abbacinato dalla libertà, i loro infimi progetti.

Ne verrebbe fuori che tra questi amici, su uno soltanto si potrà far affidamento ai propri propositi senza scrupoli e non importa se in quel paese si ledono i diritti fondamentali dell’uomo e tantomeno se stanno crepando di fame, li dentro, posso creare il mio spazio e succhiarne le ricchezze, d’altronde, che cosa se ne farebbero loro se hanno soltanto pietre e sabbia? Il gioco e fatto.

Si ricordi gli avvenimenti scaturiti in Tunisia con la morte di Mohammed il quale diede inizio al risorgimento Africano. Tutti i popoli si ribellano al proprio dispotico senza eccezioni e mediazioni. Gli altri paesi che fanno? Gli altri, intendo chi la storia se la ricorda, sanno quale mossa si deve adottare: aspettare pacifici la morte dei loro fornitori, lasciando inalterata la loro immagine pubblica quando ormai è impossibile potersi tenere a braccetto.

E’ un po’ come vedere un gruppo di amici che d’un tratto si fermano a parlare seduti e l’unico rimasto in piedi corre intorno, fissandolo impazienti con la coda dell’occhio che venga espulso. E cosi è stato. Chi ci guadagna in tutto questo? Non di certo il popolo se non in misura ampiamente minore se lo si vuole mettere in un contesto storico.

Poiché tutti i paesi “civilis et popularis” potranno finalmente smagrire il loro armadio pieno di scheletri ma che dico scheletri, immense catacombe con tanto di targhette in oro e dall’altra, i figli e la moglie del rais vivere pacifici con ben 200 miliardi di dollari e che nessuno oserebbe toccare anche se son sporchi di sangue, dopotutto, hanno giocato forte ed hanno giocato bene, dunque spettano a loro. Quindi l’onestà viene insegnata ai popoli fessi e a riderci sopra se qualcuno fa marachelle anziché imbestialirsi su chi è coinvolto indirettamente a tutto questo, poiché le misure di precauzione per i governatori democratici, possono dare l’opportunità di tirarsi fuori addirittura indenni.

Al popolo Libico forse spetterà la fine irresoluta della Tunisia, ovvero 1500 partiti che dovranno arretrare il paese al buon vecchio gioco americano nel quale ci si deve mettere in riga e attendere il proprio pezzo di torta, ammiccando e stringendo mani al prossimo dittatore, perché loro le mani le avranno sempre per stringere accordi non come quei ragazzini con le mani mozzate nel recuperare i diamanti che tanto fanno sentire bene le signore dei paesi civili quanto un digestivo dopo pranzo, dopotutto, si ragiona meglio dopo mangiato. Banzai!

mercoledì 19 ottobre 2011

Inpsnziani



oggi ero all'inps, quel luogo dove anziani aspettano in coda, degli anziani che sbagliano i tuoi documenti e devi ritornare dopo 3 mesi per ritornare dopo 2 mesi. E c'era questa situazione anomala che solo in un paesino si può trovare.

 Una massa di nani fantascientifici over 70 con andatura da Joda, truccate da drag queen con lo sguardo sveglio di un contadino medioevale senza forca, che guardavano come se avessi tolto l'onore a loro figlia Rosalia. Ero seduto in una sedia di plastica, gentile concessione degli ottimi servizi presenti in Italia. Agrr! 

Affianco a me c'era una palla squamosa che ansimava come un quadrimotore della seconda guerra mondiale che fissava il mio numero nella speranza che glielo dessi per compassione. Brutta idea! Mi alzai dalla sedia, per rispetto verso un'anziana che mi sorrideva: anche lei voleva il mio numero. 

Voglio dire, gli manca poco, non dovrebbero giocare a tombola con le lenticchie? Così aspettai fuori, faceva bello e mancava ancora un po' al mio turno. D'un tratto vedo una madre in processione sui figli, la quale grida addosso a loro come un’ossessionata il fatto di essere dei bambini. Ne bloccò uno con il dito come non se ne vedeva da oltre settant'anni in quei fantastici documentari in bianco e nero dell'alta Slesia. Il tutto fissandomi. 

Voleva forse un giudizio ferreo da brava matriarca: "Com'è? da quando in qua non posso maltrattare un mio possedimento da brava cattolica e martoriarlo, umiliarlo di fronte a tutti?" Avrà pensato dopo che ho rifiutato la sua offerta di accondiscendenza. Tipo quegli animali cui ti portano un leprotto o una carcassa di gazzella per sfamare un branco per cercare di farne parte.

Subito dopo, dall'altra parte, altre due anziane che erano la dimostrazione di come davvero può esistere una qualche possibile verità alle leggende di Halloween, strisciavano i loro salsicciotti maculati di uva passa verso l'inps a prendere il bigliettino e disperarsi come il cristo morto di Mantegna il loro turno. Una di queste disse nel vedere un altro bambino corrergli oltre, «Ah, fai occhio va, meglio che li raddrizzi subito sennò che fine che fanno ah,» con un sorriso da marine che ritorna dopo una missione mentre mastica con la bocca simile a una contrazione anale di un chihuaua adirato.

 Mi son chiesto: ma se questa è la società che dovrà contribuire al futuro di quei bambini, cosa dovrei aspettarmi una volta che avranno acquisito due dita di fronte e una mascella da australopithecus? Uno sforzo all’unisono di sperma di missionari della tradizione a riempire tane di ovuli lobotomizzati. 

Da una parte le figlie allevate coi film degli anni 50’ dove coetanee isteriche rompono eternamente i coglioni alle madri col volto di rocky marciano a sposare Bruno, il rigattiere sotto casa e dall'altra, il figlio maschio che lavora per dignità dall’età di 10 anni, il quale rompe eternamente i coglioni alla madre di Bruno per sposare la figlia. Una generazione perennemente rachitica che si infissa di valori retrogradi. 

Ma d’altronde che cosa c’è di più bello nella vita? Si mangiaaa è ora dei film polizieschi dove uno muore e trovano l’omicida in meno di venti minuti. Banzai!

lunedì 17 ottobre 2011

Releggione!


La bibbia è l'unico bestseller comprato da milioni di analfabeti che non hanno capito nulla della vita. In quelle fantastiche pagine fantasy, ti dicono di amare il prossimo ma è solo un amore sensoriale che alla lunga diventa sterile! 

Dopotutto, come viene identificato l'amore verso il prossimo in Italia? Ama il tuo prossimo. Chi, io? No tu, l'altro. Me? No, l'altro ancora. Allora io! No, l'altro. Un'altra cosa ridicola è fare l'amore dopo il matrimonio. 

Il biologico al servizio di quattro scribacchini scalzi mangia kebab, venuti dal medio oriente. Emozionante a nient'altro che un terribile senso di colpa, se lo imbuchi prima del fatidico si. Non scoperesti solo con lei ma anche con suo padre, sua madre, gli zii, le sorelle e i fratelli e alle amiche fino a farla diventare una scopata da letteratura inglese. 

Vi dico, la religione è l'unica cavolata che si prende sul serio quando si sta per morire o quando si deve ottenere qualcosa, dopotutto Gesù viene dalla patria della contrattazione, la promessa di essere buono per i soldi, la promessa di non far del male in cambio di una bella villa o una bella vincita. 

Hey, pensate veramente che il vostro Dio sia tanto idiota da non doverci guadagnare? Ovvio che non si farà mai vivo. Ma ciò che è nella natura umana, ossia mentire, è sempre fattibile con l’impossibile della religione. Pensateci! Le donne vengono associate sempre alla madonna, che giura di essere incinta senza essere mai andata a letto con nessuno! 

Ah, è una moda che non tramonterà mai! Dopotutto l’ipocrisia parte proprio dall’immacolata concezione. Alla fine mi son arreso e l’unica soluzione che mi son dato è che la madonna era un corallo e la nascita di Gesù è avvenuta per mezzo della gemmazione. 

Ma poi a quale prezzo? La metà dei cerebrolesi chiamati dono di dio, hanno i polmoni rivestiti di catrame, il fegato in salamoia da mojito, lo stomaco croccante quanto un wurstel nei cestelli del Burger king e l’intelligenza cognitiva di un catetere difettoso. A quando le antiabortiste per una causa nobile? Hey non mi venite contro perché è come la storia dei poliziotti che non ci sono mai dopo una rapina ma che si vuol far sparire una volta in strada avendo l’assicurazione scaduta. Coerenza! 

Anche se a dire il vero, l’interesse per la religione è così sotto stimata che la croce è diventata solo più un simbolo di marketing quanto la M di McDonald! Avete mai notato che dopotutto quello che avviene in chiesa è stato preso dal mondo peggiore? Il cesto delle offerte è un tenero contenzioso per l’illusione che ti danno, perdendo tempo a ricordatelo o la violenza minorile che per lungo tempo si son vantati di aver fatto cessare nell’antica Roma ma che andata talmente bene negli ultimi due secoli che hanno insistito a prendere i diritti d’autore! Banzai!