sabato 26 novembre 2011

fiuu fiuu fiuuuuu fiuuuuuuuuu...

E' stupefacente sorprendersi delle montagne azzurre come il cielo o il vento rimbalzante sui teli  a strisce dei balconi immobili. Ti rende affabile con lo schifo attorno e non ti lascia da quel tepore. Senti ancora l'aria leggera, non sul collo, che ti spinge a giocare e fare coi sogni, senza quelle intenzioni di cui piu' in là, da grande, ti insegnano a sentirne la fatica e l'umiliazione.

Si è piu' leggeri ed è un piacere l'incoscienza vivida, attorno a questi corpi asettici. Il fuoco dei giovani ha bisogno di certe premesse per librarsi fuori dal cuore ed espandersi anzichè scoppiare in faccia alla gente come napalm. 

O si piange o si muore per il quieto vivere ma la tolleranza è quella cosa inutile che ti fa accettare le idee sbagliate degli altri e ti disadornano la faccia, ti corrodono i nervi e prima che te ne accorgi, diventi uno spauracchio.

La persona migliore è quella che non ha colpe con se stesso, dopotutto, da quando in qua qualcuno deve chiedere il permesso di come stare al mondo? Ma la libertà la si odia presto da piccoli, te lo dicono indirettamente le cose attorno e le conseguenze aventi uniche soluzioni da secoli. La libertà la si disconosce per poi vederla negli altri cosa ne fanno e inseguire la loro  un giorno per ritrovarsi, zoppicando comunque facendo domande agli altri o ammiccando a quelli vissuti o facendo affidamento alle parole di chi si ama e molti alla fin fine si avvicineranno che a starsene buoni, è la miglior cosa, non sentendo nemmeno piu' l'eco di quella forza ma gemiti, lunghi e monotoni gemiti.

Qualche volta dalla bocca esce una celebrazione, un pezzo grezzo che sbarluccica nel profondo nero delle illusioni ed è li a volte che si raggiunge il proprio cielo, per un momento. 

La libertà dovrebbe essere l'unico breve percorso senza strada che ti libera la verità del cuore e inseguire solo quello, lasciando quel breve percorso per non morirci dentro, per non tramortire il viaggio di un giorno accecato a morire tante volte ma è difficile se non si è perso tempo a pensare per anni senza muoversi di un passo, credendo la tua finzione migliore a quella che ti assicurano gli altri essere vera. 

Le cose cambiano, anche le cose forti. Il massimo impegno a vivere che ho visto pero', sono schiere di gomiti sul bancone di un locale chic, scrutatori famelici con la camicia rosa e a quanto pare il "luogo"sia l'unico sbocco per divenire agli altri. 

Ragazzi da pubblicità estive dallo spirito morto, si riversano come cavallette alla solita ora del giorno, richiamati a solidarizzare claustrofobici dalla televisione e dalle persone che ami che ti danno spazio per essere cosa loro  vedono giusto e non c'è tempo per pensare, devi dimostrare, che il tempo raffredda presto le ossa e sbiadisce la pelle, che i sogni vanno bene nella culla, che piangere è disdicevole, che è un onore rivendicare il lavoro, che la verità non deve far male, onorare chi ti ferisce, difendere il diritto di questo e di quello sapendo che non ti apparterrà a lungo e presto verrà spazzato via e sperare che alla lunga ti sia servito far spillare su ogni goccia del tuo sudore il giusto ritorno di chi farà altrettanto come te.

E' un riscatto che deve coagularsi e filtrare di continuo a livello sociale e non a livello individuale, pare che qualcuno abbia stabilito che riuscire nelle emozioni degli altri in quello che si fa, sia piu' giusto di quello che possiamo ottenere per liberarci. 

Una prolunga e non l'interruttore, una lampadina spenta dove il giorno prolunga la tua ombra senza le tue orme, estendendola fino a che la notte non te la risucchierà nell'era di nessuno; di te, serve quell'energia per vivere una tempesta di emozioni, l'unica schiavitu' che amiamo senza nessun'altra alternativa, vantare. 

Quella dei libri di storia sembrano davvero allegorie da sagrestani confronto a questa merda. Banzai!

giovedì 24 novembre 2011

A lupoooo a lupooooo

Una cosa che noto camminando per strada è il timore della gente che ti scruta come se fossi venuto dall'oltretomba per portarli all'inferno. Il limite della propria sicurezza è solo una sensazione che ti porti addosso e dura fin quando non ti vedi uno spadone di 30 cm conficcato alle costole o qualsiasi altra cosa di 30 cm agitarsi tra gli organi.

E' ridicolo che la gente al giorno d'oggi, abbia timore su tutto: non dorme se non ha chiuso una porta spessa quanto un caveau, rallenta sul marciapiede e si scosta se tu accelleri il passo, cambiano posto a sedere nell'autobus se respiri piu' forte del normale per un semplice raffreddore, pensando che sei prossimo a saltarle addosso.

Una società che non si rispetta ha timore di guardarsi negli occhi. Per questo non puoi stare piu' di due secondi a guardare una che ti piace che già hai una TAC addosso col target di stupratore, anormale o roba simile a meno che non sei un vecchio di settant'anni rugoso e stempiato con tanti milioni.

Camminano per strada, avvolti di stile e passo elegante e quel che è peggio è che le supposizioni devono trovare fondamento prima che niente di niente faccia su loro il primo passo, percio' non puoi chiedere un'informazione o un'indicazione che ti scansano come un lebbroso. La cosa interessante è che questo si propagherà in una reazione a catena su quelli attorno che, vedendoti scansato, fingeranno di non sapere.

Talmente palese che il gioco delle vecchie che scendono dal portone di casa e dicono che non sono di li, ha ormai fatto il suo tempo. E' solo il terrore delle persone, strizzate come acciughe da qualsiasi evento, che si riducono ad un atteggiamento nemmeno piu' ipocrita ma consunto all'essenziale di un itinerario senza imprevisti.

Cosi uno quando ha un malore in mezzo alla strada, deve sperare di essere vestito bene e non da straccione, senno' la gente gli passa sopra come succede a Roma e prosegue al cellulare cantando odi d'amore al proprio tesoro in pausa pranzo. A irrobustire questo grande successo di civiltà è l'amore per se stessi che dallo specchio, passando il tempo a lustrare il proprio narcisismo, va a consacrarsi tra le persone nella piu' bassa forma del rispetto quanto un calcio nelle palle o un tyser da 200 volt dritto nel cuore se nella norma, non sei consentito.

Quindi si ripresenta lo stesso gioco fallimentare delle apparenze dove tutto si confonde nel delirio e non nel giudizio che anche quest'ultimo, enormemente manipolato, il galleggiante che tiene tutto al tangibile è il buon atteggiamento, il vestito o la sicurezza di sè, che rassicurerà l'imbecille come quelli costretti a pagare le enciclopedie o usurati dai testimoni di geova, se non l'ha fatto già l'anziana col cesto delle offerte in chiesa, che alla porta, previo un piccolo contributo, ti assicurano di volare dall'esattore nell'alto dei cieli.

Si possono pianificare muri d'acciaio, passaggi sotterranei, allarmi sofisticati, cani feroci dietro i cancelli di casa ma non si rimarrà per sempre dietro questi trabochetti, poichè per vivere si devono fare i conti con le persone e solo vivendo tra loro, si protrà condizionare con naturalezza le proprie diffidenze per migliorare o peggiorare nella vita, senza che qualche stronzo dall'alto ti dica quando tirare fuori i coglioni in ogni occasione o metterli da parte e correre via come un leprotto inseguito da un land rover, azionando tasti elettronici e cellule laser. Banzai!!!


sabato 19 novembre 2011

Antasmagorica


Una particolarità integerrima che ci ha contraddistinto nelle umiliazioni e nelle fatiche, son state le prese di posizione di illustri politici come Andreotti che negli anni d'oro della mafia, si accoccolava tra il buon gusto nel cercare di far entrare Cicciolina vestita in parlamento e chiamare gli amici sul lungo mare vicino Capaci.

L'espressione, "mi son fatto il culo nella vita" probabilmente non sarà una metafora per lei e il "mi son fatto da solo" di Berlusconi cui posso credere solo dopo il divorzio, non rientra nelle sue intenzioni se è entrata dentro con 20.000 voti di segaioli insonni.

Ed è l'unica volta in cui sia stata lei ad entrare dentro qualcosa. Ringrazio il vate pannella, un coton fioc spiumato per aver scambiato la politica per l'entrata di un club privè. E mentre Monti va al potere senza il consenso degli italiani e rosola calcoli sacrificali da spalmare sulle schiene già curvate degli italiani, i quali ripongono la stessa fiducia di 16 anni fa after Craxi, ecco che Cicciolina compie 60 anni.

Ma passare una vita a succhiare, spero almeno si ricordi cosa vuol dire soffiare le candeline. Già annuncia un nuovo partito, "ottimista-futurista". Dire ottimista ad un italiano ormai prossimo ad iscriversi agli uffici di collocamento di Al qaeda è una pessima pubblicità, siamo ormai prossimi al delirio.

Non c'è mai fine e da lei posso anche aspettarmi questo, dopotutto, "dopo gli anta la voragine è tanta". Ma a vedere la consistenza di questa classe politica, potrei fondare anch'io un partito o Minnie o Topolino, rosso, albero chi volete? Non fa differenza.

E non dubito nemmeno dei suoi comizi nelle piazze con in giro calessi di vibratori e stock di bambole gonfiabili con pacchi formato famiglia di viagra.

Immaginate un anziano imbarazzato col cazzo di traverso mentre dondola sulle ginocchia il nipotino, con su la spilletta del partito "ottimista-futurista" oppure stormi di padri a passeggio nel parco coi figli senza le mogli e uno strano ronzio incessante che viene dalle finestre.

Perchè tanto si è provato tutto dal farci fottere al fotterci da soli.

Chissà di che forma sarà la torta e per nostalgia, verrà portata su un carretto trasportato da un cavallo e indovinate quale sarà il regalo? Banzai!

martedì 15 novembre 2011

Ecoprestigicazeologico

E' lecito dire finalmente che si è levato dai coglioni? Secono l'animo rassegnato degli italiani, questo puo' bastare. Già. Ma da questo, che libertà si è ottenuta? E' stato per il nostro spirito d'iniziativa o la nostra lunga attesa da condannati a morte? Perchè non ci si libera da niente se tale libertà è decisa da chi odiamo e non dalle persone comuni.

Mi sorge un dubbio circa l'equilibrio e la coerenza del vostro presidente della repubblica. Come puo' l'anziano rimbambito addurre per molto tempo, alla pacatezza, alla responsabilità, alla coesione politica se in un lampo nomina senatore a vita come un disgraziato in procinto di fare le valigie in piena notte, dopo aver tentanto di scopare la figlia del suo migliore amico, disgraziatamente morta con il collo rotto dentro la vasca da bagno, un uomo che il 90% degli italiani non conosce? E' stato per lunghi anni in attesa della mossa giusta o è stato scaltro per cosi dire, delle solite dietrologie suggerite a chi gli sta attorno? Non penso sia il momento giusto per fare il paciere a carte scoperte.

Tutti scappano dalla porta di servizio come il curiosone dentro un'orgia cui gli ritorna in un balenio lo scrupolo morale, appena sotto il cazzo in picchiata di ali bahaba mohammed, chiudendosi in bagno e sviando appena puo'.

Nulla viene stabilito per certo, ogni potere non ha che un'allocazione temporanea nel panorama del potere. Non si spiegherebbe senno', ad esempio, la vicinanza di un illuminato con in mano il duomo di Milano in bocca a El gordo o la potente cerchia, ricchezza e riconoscenza a livello internazionale a Gheddafi, per poi finire sopra un materasso marcio dentro una bettola nella polvere. A proposito, carina la coperta.

Cosi' puttanieri, trasvestiti, nani da circo, drag queen, scappano dalla porta di servizio come il "grande" Metternich con trombette e stelle filanti, davanti alla solita folla solo un po' piu' invecchiata. E' la stessa di Craxi. L'onore della sua riabilitazione, spetterà ai figli già pregiudicati, oppure, finalmente gli italiani si son svegliati?

La prestigiacomo si dice indignata non del suo successo politico, ottenuto con fatica da lunghe tensioni mandibolari e bidet a notte fonda, quello che un tempo era militanza e idee, no, indignata del comportamento della gente di strada. Vuole  forse dirmi che ciucciare, spompinare col culo e farsi sfondare da membrane essiccate a forma elicoidale dallo sperma raggrumato quanto una vongola giallognola lasciata nella spazzatura sia piu' rispettoso?

Penso abbia frainteso il ruolo di ministro dell'ambiente con l'interior design. "Si, mettiamo due centrali nucleari, ecco si, spezziamo un po' la monotonia delle vallate troppo verdi e se si puo' fare qualche inceneritore cosi' da creare un fumè sul cielo azzurro? Potremmo avvantaggiarci con il carnevale, aumentando i tumori della pelle che fanno quelle strane macchine divertenti su tutto il corpo, che ne dite?  Sarebbe ideale indire un concorso di poesia sull'alba con le colorazioni dei gas della spazzatura o il senso del viaggio col mare e il percolato_?". Banzai!!!



giovedì 27 ottobre 2011

"La quarta necessità" di Massimo Giacon e Daniele Luttazzi

E' arrivato inaspettatamente e senza clamori il nuovo lavoro di Daniele Luttazzi. Molti di voi se lo ricorderanno per satirycon o barracuda o tabloid e molto altro.

Un'artista dalla satira forte e graffiante, capace di addentrarsi con irriverenza nello sporco della politica, stravolgendo e illuminando i molti dubbi di un popolo quasi sempre fuorviato da notizie false.

Lo ricordiamo, è vero, partendo dallo scandalo che lo vide coinvolto nella copiatura, a detta di molte malelingue, di molti testi satirici americani. Lui, Luttazzi, dice invece di citarli e a crederlo, non perderei tempo senza pensarci due volte come invece accade appena ci si avvicina al televisore ancora spento.

La storia lo insegna, anzi, lo ripete e dopotutto i grandi artisti lo dicono. Copiare o citare fa parte di un esercizio migliorativo al fine di sorprendere e caratterizzare le problematiche in una luce comica e dirompente, attraverso gli artisti della satira con il loro personale talento e di prove ne abbiamo avute molte dal grande Luttazzi.

E tra il ridere o l'essere analitico di cosa e come dovrebbe far ridere, bè quest'ultima scelta la lascio a chi sappiamo.

Ma Hicks e Carlin, sarebbero sicuramente i primi a infischiarsene di quello che è avvenuto, poiché essi stessi furono censurati, odiati e denunciati da quelli che adesso li reclamano propri, dopo morti.

Ma non è il caso di Daniele, anche perchè la sua notorietà è arrivata come un treno negli ultimi 6-7 anni e a parer mio, anche se ha dato il meglio per moltissimi anni, deve ancora sorgere in tutto il suo splendore ma senza tunica e pietre rotonde che rotolano.

Questo nuovo progetto grafico e intellettuale sarà una boccata d'aria fresca su tutto il sudiciume che stiamo attraversando. Si presenterà al pubblico il 26 ottobre e si compone di 128 pagine a colori con scene e dialoghi degni dello stile tagliente e geniale di Luttazzi& Giacon. Che dirvi se non compratelo?

Non sarò bravo a convincere e fallirei nel mondo del marketing ma sarò senz'altro meglio di quelli che vanno dalle amiche a dire che gli prude la figa o versare spaghetti nella pentola totalmente nuda. Voglio dire, lavati un pò di più maledetta laida e vestiti che ci son ospiti, diamine!

Banzai!

mercoledì 26 ottobre 2011

Super Light


Sono passati anni da quando un italiano ha dato prova di coraggio, tipo 150 anni fa ma ancora una volta la cultura moderna mi ha preceduto in modo abissale o meglio, grottesco quanto un coglione che si brucia per uno show. E’ l’esigenza delle cose importanti da paese a paese. 

Mohammed per la Tunisia, noi un mangia voiello per uno show. Invidiabile! E che show, una massa larvale di nevrotici con l’intelligenza di una batteria per frullati, disposti a tutto per la fama e a quanto pare, ha riscosso più successo dei bambini lasciati cuocere dentro le macchine di genitori sbadati. Ma se non vi basta offendere le maggiorate in tv dopo una dura giornata di dignitoso lavoro e dopo una scopata sulla vostra station wagon con una prostituta mentre vostra moglie vi aspetta a casa, ecco come sarebbe interessante un programma che alzerebbe lo share più di c’è posta per te. 

Prendete un gruppo composto da eunuchi e nevrotiche con crisi di pianto ogni quarto d’ora e ad ognuno di essi, si deve far credere che si potrà vincere la dodicesima edizione del gf, provandoci con almeno due ragazzi e ai ragazzi, di provarci con una soltanto di loro; questo è il primo step. 

Le ragazze si scontreranno per natura superiore dopo 5 minuti esser entrati in casa e si saranno presentati, quelle che cedono, avranno un buono di 2.99 euro per comprare pinzette strappa peli da 3.00 euro. Stessa cosa per i maschi i quali useranno delle mazze ferrate, seghe circolari e piedi di porco. I pezzi di carne che cadranno a terra, dovranno essere usati per concimare il giardinetto fuori la casa e il compito spetterà alle donne. Loro amano curare la casa. 

Nella seconda settimana, ci sarà il secondo step. Poiché le ragazze avranno poca inventiva e la cosa non è stata avvertita pericolosa al massimo del suspense quanto un insetto tra i capelli, si dirà loro di provarci con quello che meno gli piace, illudendo il malcapitato di 70kg di fibre muscolari, fragile quanto una caccola secca al sole che si suiciderà, donando il corpo alla scienza ma non quella per la ricerca di malattie, no, quelli che fanno i maiali fluorescenti o le pecore rosa. Giusto per compensare lo scherzo che la natura gli ha fatto nell'averlo portato alla vita. 

Ovviamente chi alla prima settimana si è innamorato per davvero, ucciderà la ragazza che lo ha illuso come un buon italiano può fare nel recuperare la dignità. Chi sarà rimasto in piedi, ecco il premio: ci sarà uno special night con il coglione bruciacchiato odoroso di barbecue in linea diretta che parteciperà al premio dell’idrocefalo rimasto nella casa. Il vincitore sarà legato su una ruota di legno e dei cavi seghettati di acciaio, saranno legati ai polsi e alle caviglie e davanti a se, dovrà scegliere tre buste chiuse con al suo interno un numero soltanto. 

Dovrà scegliere una busta soltanto e per omaggiarlo delle sue inesprimibili fatiche nell’aver ritentato il casting agognato, i numeri partiranno dal numero dell’ultima edizione fino a un massimo di venti. L’attesa e la tensione è alta e dato che siamo orgogliosi e fieri dei figli, soprattutto quando son animati dal successo, vicino al coglione bruciacchiato, ci metteremo anche i genitori del fortunato. 

Sceglierà la cartella B, numero 20. Il numero di volte con la quale verrà colpito da grossi chiodi ferroviari arrugginiti i quali inizieranno a colpirlo nelle parti meno dolorose: gli occhi e via via a scendere. 

Morto martire per un pubblico sudicio e perverso di curiosità per tutto ciò che muore con sottofondo malinconico come un buon tg mediaset sa fare, il coglione bruciacchiato omaggerà la morte del vincitore strappandosi, senza il suo effettivo consenso, il tatuaggio che si è fatto per il grande fratello con una forbice da giardinaggio e lo si metterà al petto del vincitore come una coccarda. Un lungo ralenti ossequioso di botoli di plastica e masse muscolari ambrati da raggi UV 70°C stretti nell’inquadratura nel tg d’apertura delle 19:00, seguirà il feretro dove la madre del vincitore, mostrerà orgogliosa le foto del suo adorato eunuco con i poster di rambo e Garko agli italiani che sempre più, forti di una morale sana, sanno per tutti cosa è vivere l’amore per qualcuno e qualcosa.

E non storcete il naso che morto piu' morto meno, avranno sempre più successo di chi muore nelle caserme di polizia o carabinieri. Che poi a pensarci, possono anche loro avere uno spazio nei ralenti con musica da sottofondo nei tg della mediaset, solo che non so se sono cosi interessanti per loro e fino a che punto l'alta morale italiana possa accettarli con il solito coro riflessivo di "vergogna" che sanno bene usare nelle ore di luce. D'altronde son tumefatti e con le bruciature di sigaretta in faccia, già, e non avrebbero partecipato che a uno spettacolo macabro, bestiale e ignobile di un'Italia depravata da tempo e forse, non avrebbero il rispetto che meritano tra i grandi dello showbiz a pensarci.

E ora andrò a defecare in bagno, portandomi la webcam e non mi fermerete. Banzai!

martedì 25 ottobre 2011

Così in terra, cosi in Italia



La crisi in Italia ha molti tasselli che si compensano tra loro e ai giovani questo non piace. Gli unici concorsi dove i ragazzi si buttano come la cavalcata delle valchirie sono quelli statali e la maggior parte, specie nel sud d’Italia sono per la polizia di stato, carabinieri, esercito, guardia di finanza e simili. L’Italia dal volto militaresco, un volto distinto dagli altri paesi a rimanere in una forma rigida e morente che non trova alternative ma si affranca a quello che lo stato vuole dare per i propri interessi.

Ma la soluzione di un cambiamento viene dai giovani, da loro. Stando alle ultime notizie dei sondaggi, molti italiani hanno paura di invecchiare e se a questo fattore ci si mette l’angoscia di non trovare un lavoro sicuro e la ricerca del santo graal, ovvero la pensione, potremmo capire che lo schiavismo in Italia è esercitato da una cultura strettamente correlata ad un passato poco chiaro. E di quale cultura si parla? Quella tradizionale. Ecco un tassello importante.

La tradizione d’altronde cosa ci insegna? Avere un lavoro; una famiglia; dei figli che ti ascoltano; il rispetto dei genitori; l’onestà verso il prossimo; essere un buon cattolico; non osare mai nella vita se non quel tanto che basta per vivere.

Il risultato, stando a un sondaggio che si può fare benissimo uscendo dall’uscio di casa: un lavoro precario che rende gli italiani sempre più esasperati e nevrotici con sempre più famiglie in divorzio, dei figli alienati dai genitori che non condividono più e nemmeno si siedono a tavola per mangiare insieme, la mancanza di onestà verso il prossimo neppure più prossimo ma soltanto diffidenza e furbizia e di essere dei cattolici ma peggio di caino, rispettando i precetti di una chiesa corrosa dalla corruzione e dall’ignominia della pedofilia, morendo di crepacuore in un paese invecchiato dove molti giovani scappano all’estero e dove molti altri giovani di paesi diversi, corrono a riempire una penisola riconosciuta solo a livello topografico.

La domanda sorge spontanea in questa concatenazione usurata: a che servono questi giovani? Il problema più drammatico è che l’amore dai loro occhi muore presto; basta vederlo alle fermate degli autobus o passeggiando in centro o anche solo parlandoci e accorgersi che tutto è anacronistico e quello che i genitori urlano a loro di essere dei scansafatiche, si tratta invece di spronarli a portare avanti le paure di un mondo ampiamente andato avanti.

«Lo sviluppo e largo ai giovani,» è uno spot più illusorio di una falena che insegue il sole e basta ascoltare i giovani di una volta, quelli degli anni 60’, 70’, di quanto amaro abbiano in bocca. Un inizio concreto è che si potrà fare per i giovani a patto che ci si liberi di questa condizione misera che si fregia del titolo di politica, poiché le manifestazioni di oggi per nulla ascoltate, sono la chiara espressione democratica di un popolo nel quale si evidenzia un malessere urgente nei confronti di quelli avvinghiati sugli scranni e che non sono tollerati ma che tuttavia non mollano la sedia perché è un loro diritto, sancito dalla costituzione.

Ma la costituzione si basa su persone in carne ed ossa e non di principi per i principi stessi, sennò a chi li applichi questi principi? Alle zebre? Certo che la costituzione ti dice di portare avanti il tuo mandato ma ti dice anche che se non sei in grado di portarli avanti per motivi validi te ne devi andare, «qualora non esercitasse correttamente le sue funzioni,» sarà ripetuto in forma simile più o meno una quarantina di volte nella costituzione. E il controllo di queste non corrette funzioni deve essere esplicata a tutti gli effetti e inderogabilmente dal popolo, proprio come cita all’articolo 1.

Solo liberandoci di una condizione del genere ci sarà modo di rompere il patto decennale con le grandi aziende storiche d’Italia, le quali hanno ampiamente livellato la morfologia industriale italiana, tenendo in scacco altre realtà industriali in un potere oligarchico. Incentivare poi con milioni di euro, quelli che lo stato dava per aiutare le aziende storiche in crisi, soldi nostri, e che fortunatamente l’Europa ha detto stop a questo aiuto sfrontato e possiamo dire anche illegale.

Dopotutto non penso che qualcuno abbia interesse di aggiustare la caldaia del palazzo di fronte mentre quelli che ci abitano non toccano nemmeno un soldo dalle loro tasche ed è quello che è avvenuto. E per effetto di una reazione a catena, come d’incanto, vedremo la popolazione ringiovanire, i giovani non scappare più da questa terra martoriata e migliorare culturalmente riacquisendo il senso del rispetto che tanto manca per vivere. Banzai!