lunedì 11 febbraio 2013

The big Poppa


Mentre impervia la corsa alle elezioni da parte di vecchiette e giovani che votano la faccia del politico senza guardargli dietro il suo culo, ecco il colpo di scena.

Con uno stacco di batteria e piatti, esce di scena il rapper del cupolone, ricoperto di fogli Fabriano A4.

Dal mondo politico:

Casini: "grande potenza evocativa straordinaria", (Il papa che uccide gli angeli della morte con raggi laser),

Fini: "portata storica, riempie di interrogativi ogni essere umano"! (trasportare così tanto oro alla sua età senza spaccarsi una vertebra)

Napolitano: "gesto di grande coraggio" (quanto il mantenere la privacy e non fare casino quando gli è stato chiesto del monte dei paschi di siena)

Bindi: "In questo momento un credente si raccoglie in preghiera" (o raccoglie lo sperma finito di masturbarsi su redtube)

E' cosi difficile vedere semplicemente un'ottantenne che si è rotto i coglioni di predicare pietà, dolore e miseria e finire con scarabeo e un plaid sulle ginocchia?

Mi aspetto di vederlo in un documentario tedesco durante un making video mentre agita il culo rugoso avanti e indietro e due gambe soffici sotto di lui di una diciottenne, tanto per sgravarlo di alcune accuse, e un primo piano sulla sua faccia: "non pensavo fosse così la natura umana".

Ma..Penso passerà gli ultimi giorni, chiuso nelle segrete a girarsi il suo chicco di granoturco fintanto che non produrranno dalla fumata di zolfo qualche caprino sgusciato dalla placenta di chissà quale buco. E dio che ne pensa? Sicuramente stava giocando a tre sette con qualche operaio suicida e se n'è infischiato.


giovedì 7 febbraio 2013

Teoria dello stronzo associale col vaso comunicante.



E' vero ed è cosi. Quando devi tirare fuori il tuo rotolo di cacao e stai facendo altro in bagno e ci sono persone attorno, il tuo rotolo che si avvertiva timidamente, si mette subito d'accordo col cervello per avere delle attenuanti.

Niente persone e nessun rumore vicino sennò non esco. Sono le condizioni di un evaso dentro una banca e per chi è etero, cosi è.

Cosi ti stai lavando i denti e il salsiciotto che ti stimola la prostata ti induce a fare cose che non avresti mai pensato di fare, tipo pulire il lavandino, sistemare i tappeti, per creare insomma la giusta atmosfera.

La porta è aperta e passano delle persone. Vi immaginereste di cagare con la porta aperta ad una festa, mentre gli amici ti osservano sul water con il cocktail in mano?

L'espressione che si avrebbe è di un profondo senso di colpa davanti al cristo morto di Mantegna.

Lo srotolo punta il tuo buco ingrossato simile alla chiusura degli zaini invicta con la corda. Che fare?

Chiudi la porta e per farlo uscire verticale e non orizzontale, ti immagini sottoterra o in uno sgabuzzino che per raggiungerlo si devono fare molte scale coperte da pareti di cemento molto spesse.

Il segreto per non far bere il tuo buco è quello di spostarsi sul lato della ceramica e il gioco, è fatto.

domenica 3 febbraio 2013

Choc?!

Da quanto tempo non ci si vede? Chissenefrega.

Ritorni da un paese diverso e ti accorgi che i volti le parole e i luoghi sono decorativi e non costruttivi. A parte il fatto che le pastiglie per lo stomaco quando sei in viaggio, non servono a niente. Solo una volta che entri nel tuo bagno personale, caghi qualcosa che ti strappa un drappo di peli, grande quanto mezza colonna vertebrale.

Buongiorno e buonanotte, tanto è la stessa cosa. E sento di questa proposta choc. Ma choc per chi? per chi lo scrive e ce lo fa leggere? Choc per me è uno che rutta e dice il suo nome e cognome perfettamente. Cioè, lo choc è la promessa? No le prostitute, no le minorenni, no collusioni con la mafia, no operai e industriali che si suicidano, no. Lo choc è l'IMU.


E poi quando? Nel periodo delle elezioni e c'è chi ci crede. Non so, ma dopo molte inculate, la gente dovrebbe aver capito il meccanismo. Il problema è che Berlusconi fa gola su un fastidio di tutti e non sul metro di giudizio degli italiani, più sfasato delle labbra vaginali in mezzo a un bordello algerino.

Sa che gli italiani non vogliono fastidi e impicci e sa anche che a loro, non verrà mai in mente di ragionare sul problema..tipo..gli 80 miliardi dell'Imu, che servono a risanare parecchi buchi, dove andranno a reperirli poi lo stato? Tolgo da una parte, prendo da un'altra.

"Ma no, ma no, non è cosi"..penserebbero gli italiani col cazzo in tiro dopo tanto tempo.

Sembra che vogliate fallire, per non reagire al cambiamento, morire, senza troppo stress.

Berlusconi non è più una persona è il volto di una grande malattia comune, che circola nelle vene non appena scalda il cuore dei disoccupati, dei proprietari di più case, dei nostalgici di vecchia data.


domenica 11 novembre 2012

I ggiovani

Non starà in piedi nessuna paternale, di qualunque padre che voglia fare il vate su questi figliocci ombrosi, nevrotici prime donne coi polpastrelli usurati dall'ipad. I vecchi sanno vivere e sono i più figli di puttana che ci siano in circolazione.

Pensate, il vecchio con la mercedes con una dominicana presa dalla strada dopo il taglio cesareo con un coltellino per la cocaina e lo scalpo ai ninos degni di non fare il palo, contro il ragazzetto con la 500 secondo modello con dentro una delirante, riempita di bieber che vuole un regalo per il suo broncio a buccia di culo disossato.

Chi ha il futuro in mano? Il vecchio che mangerà in un ristorante chic, fregandosene se domani schiatterà sotto le tette olivastre di Consuelo o il ragazzo con 5 euro in tasca con l'auto in doppia fila davanti al kebabbaro che si è spellato la crosta dalla cappella dopo una scopata azzardata, pronto a rifilarti un fumante kebab con una deliziosa salsa bianca?

Il futuro dei giovani è narrato dagli anziani in giacca e cravatta, non da un ragazzo in t-shirt ed essere coscienti di un sogno messo in culo è un segno di responsabilizzazione e di critica verso le proprie condizioni. 

Bhè, non fa testo quando il ragazzo è ubriaco sulla spiaggia o quando cerca di scoparsi una che piange per il ragazzo che l'ha lasciata.

I vecchi non sono quelli che precedono i giovani, son quelli che stanno davanti al futuro, son quella macchiolina davanti il tuo confine, quella piccola vocina che scavalca la tua ragione, quelli che avranno il privè e tu il tavolino con lo champagne da 30 euro con gli amici vestiti con camice a strisce tipo carta regalo.

Ora ho sentito, secondo l'ultimo sondaggio, che le ragazze preferiscono l'uomo maturo...cioè una 20enne con un 50enne. Tu sarai il futuro certo ma quelli si scopano le tue coetanee e mentre il loro cazzo venoso centrifugherà sperma chantilly sulle labbra rigide e turgide ancora rosee di miss "realista" per un buon conto in banca, tu dovrai dimostrare che la serietà dell'essere uomo, dovrà essere abbastanza concreto quanto il tuo conto in banca.

Cioè, tu devi essere serio ma è meglio se lo provi con un sostanzioso conto in banca. Ma non devi pensare ai soldi, fottuto materialista, abbi un pò di sensibilità cazzo.

Bhe..non fanno testo i ragazzi del sud; hanno le sembianze dei nonni e parlano come se fossero già nell'aldilà ma senza poter chiedere loro i numeri. Capisco che l'unica cosa che vogliono sono il lavoro, la famiglia e una bella macchina da mostrare nei matrimoni come un cane eccitato dalla pallina da tennis ma sono stufo di sentire che i giovani sono il futuro.

I giovani non sono il futuro, sono azzerati, annientati, vengono definiti futuro semplicemente perché avanzano a livello biologico, nient'altro. I vecchi sono il futuro, imparate da loro, voi non potete narrare nulla o se potete, fatelo a bassa voce in un angolo della vostra stanza, magari dietro un post-it su fb. Banzai!!

mercoledì 7 novembre 2012

MannaggCrist'

I meridionali non pregano quasi mai Dio, lo assoldano per far lavori puliti e mortali. Testano la sua efficacia nel tempo su chi sta loro in culo. Della sua pace, dura finché dura. Ci tengono al paradosso. E dunque, l'onesta sta bene quando i fatti vanno nella loro direzione. Dio è un cacciatore di taglie, secondo le preghiere serali dei meridionali. Fa lavori puliti e riservati. Il popolo quando è in pace ama il richiamo della guerra, della rabbia..tutta roba che una sega può dare per qualche secondo.

Dio, idealizzato a buon mediatore, è dalla parte di chi offre un buon dolore che valga la pena essere ascoltata. Insomma, fai la gnagnia pechinese e forse ti ascolta di più.

Il mistero della sua grazia, si riduce a invocarlo per altro dolore e altra violenza e laddove si diffonde la religione, son sempre in quei luoghi dove la cultura della violenza privilegia ogni aspetto della vita.

Voglio dire, non ho mai visto uno svedese frustarsi per Dio o sgranare gli occhi, lagnando a mani congiunte verso il cielo.



sabato 22 settembre 2012

Trenitalia



Un biscione ferroso, oleato di cimici spalmati dai gomiti sui vetri e sulle pareti, ti anticipa il senso del "viaggio" in italia, qualunque sia la tua meta. L'odore dell'olio bruciato dei freni misto plastica fetida del cesso lasciato aperto, non potrà nascondersi per molto nella risata della famiglia benestante piazzata sul cartellone pubblicitario, con lo sfondo della maremma e una villa più grande di una palazzina popolare. Non hanno mai preso un treno loro, prendono solo per il culo chi passa dalla banchina.

Le persone da come salgono sul treno, capisci che la ritirata di Stalingrado era una ballata a tempo.

Sali e senza sapere come, ti senti appiccicoso in volto, i denti caramellati dalla polvere e dal sudore di rigattieri e operai in vacanza con la stuoia scorticata da decenni. Apri la prima porta con la maniglia lucidissima e scopri subito il perché e l'immagine del divieto di fumare, dopo la prima ventata una volta dentro il vagone, ti fa capire che era meglio la sigaretta.

Appena entri, il posto è un diritto che devi acquisire man mano che diventi familiare alle occhiate delle signore, tipiche nei film di Sergio Leone e tutto va per olfatto. Appena trovi posto, miliardi di acari e pulci ti daranno quel calore che aspettavi. Il treno parte e già qualcuno deve andare in bagno.

Ora, i bocchettoni vicino le finestre dove passa l'aria di "ricambio" sono quasi certamente collegati al bocchettone dello scarico del cesso che danno sulle rotaie. Appena si tira lo scarico, avviene l'effetto boreale nello scompartimento e se viaggi per molto tempo, imparerai a capire cosa hanno mangiato nelle 12 ore precedenti e i possibili sintomi.

Non puoi toccare il vetro perché non c'è più, quello che vedi è la cristallizzazione perfetta della polvere, goccioline di starnuti e ditate, ossidate insieme dagli agenti atmosferici. Il peggio però deve ancora avvenire.

Avete mai passato la notte nelle cuccette, attraversando mezza italia? Ti becchi cinesi che non sai se dormono o ti fissano mentre i lampioni illuminano il tuo scompartimento, napoletani riversi sulla tua faccia che sfiatano quel classico odore di salame e vino che però non è nè salame e nè vino. Non ho mai capito da dove viene fuori.

Vorresti dormire ma il rischio è alto e le caccole sugli occhi cristallizzate in 2 ore che sei lì dentro, non te lo permettono. Vorresti mangiare qualcosa ma se ti alzi, devi scombinare l'incastro di gambe e braccia disposte in modo perfetto tra i sedili e il pavimento. Scorreggiare è l'unico privilegio. Spezzerebbe l'odore solfidrico di piedi e gengive cariate.

Alzarti per andare in bagno è un terno al lotto ma una buona palestra per le gambe.

Sai già che se l'indice del tuo dito toccherà la maniglia, l'epatite ABCDEFG si ammalerà.
Tutto dipende dall'abilità del piede. Quello che trovi è carta genica, piscio per terra, piscio sulla tavoletta del cesso, piscio sul bordo del lavandino e piscio dentro il lavandino: un'amante del getto, insomma.

E quando finalmente scendi dal treno ti sembra di aver lavorato per 12 ore, l'osso pelvico brucia come una caldarrosta e quando cagherai, sputerai fuori tutti gli odori delle persone che ti hanno accompagnato. Caghi i loro odori e la merda è aria diventata massa raffinata dal tuo retto pralinato dai cracker e acqua scaldata dall'effetto serra dei finestrini ambrati. Banzai!!


venerdì 14 settembre 2012

Reflexss

La natura umana. Semplificata su due piedi, è un nervo in tensione senza eiaculazione tra le vetrine del suo cervello, pronto a pagare qualsiasi prezzo pur di stringere in quella spugna di cuore, qualche rimasuglio decente nella marea della solitudine. Gli occhi non si riempiono più del cielo. E' il cemento, il tessuto, i colori plastici che trascinano maree di umani.

Gli occhi sono lingue che si trascinano solo mezzo metro davanti a sé. Il tatto è ignorante. Il sapore è ignorante. Un pallore di conoscenza che non si riempie nemmeno fortuitamente, poiché non ha angoli di ritorno.

Traspare in una lastra di plastica senza poterla perforare, senza forma, davanti ad ognuno, immobile ed è la mente che simula il tuo movimento nella vita, finge e finge di non essere presa in giro.

Amo gli atti culturali ad ogni tentativo di originalità immersi nel loro placebo nei contenitori a stagno come tante cellette.

La natura umana non ha segreti è incastrata negli ingranaggi dei sogni fallimentari. Suona musiche non sue e si arrotola in qualche suo verso.